Filosofia e televip

Al contesto televisivo va collegato il successo, se non il destino (almeno quello a breve termine) della filosofia, destinata a diventare sempre più appetibile come “merce culturale” (v. Jeremy Rifkin, “L’età dell’accesso”). Infatti, o sarà il mondo della filosofia a trasferire le proprie strutture e gerarchie nell’ambito televisivo o sarà la televisione a rifondarne di proprie con la probabile diffusione di alta e bassa ciarlataneria filosofica. Solo se il problema sarà posto con la dovuta rilevanza, si potrà presidiare in modo insistente e consistente il più potente dei media, condizionandolo in modo attivo; in tal caso la f. riuscirà a mantenersi indipendente, continuando a stabilire finalità autonome. In caso contrario, ridotta a merce, si farà carico delle finalità e assumerà le forme che la tecnica e in subordine il mercato, la politica, etc. vorranno di volta in volta attribuirle. (v. anche Galimberti, “Psiche e techne”).