Fallito

Fallito

 
La vita non ti ha laureato:
non vivi il presente,
non vivesti il passato.
Bevi dal tempo
che scorre,
calice amaro,
soccombi alla malinconia
soave ed atroce,
sommessa voce
di un avvenire avaro
che nulla ha in serbo.
Solitario in te vive e canta
il ricordo di periferia
che ti condusse bambino
ad inseguire i sogni
e gli aquiloni sbagliati.
Scorrono in bianco e nero
anni dissipati
polverosi tappeti
verdi, alcove, bigliardi.
Ora è tardi.
Eppure…
bastava stare più attento:
non lasciarsi scappare
quel momento
un progetto d’azienda,
una lucrosa faccenda.
La tua vita allo specchio:
vizi mediocri
cori di buontemponi,
magre consolazioni.
Del resto
come tutto il resto
i tuoi alibi valgono poco:
se pur con modi autoconvincenti
ti racconti che ancora tutto è gioco.
Sei vecchio,
se ti guardi allo specchio
ti scopri avvizzito
neonato ignudo,
mai emerso dal nulla.
Mentre accarezzi
il pensiero di morte
che ti consola,
un nodo ti serra la gola.
Pensi a una barca, che sta salpando,
una bara, una culla.