
Ferruccio Sangiacomo nasce a Brescia il 23 luglio 1949. Frequenta il liceo classico negli anni della contestazione studentesca, distinguendosi in particolare nelle discipline umanistiche e letterarie. Nel 1973 consegue la laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Parma, intraprendendo successivamente l’attività professionale di dottore commercialista.
Accanto all’impegno professionale coltiva fin da giovane un forte interesse per la riflessione filosofica, la letteratura, la pittura e la musica. Nel 1990 avvia la propria attività di scrittore con la pubblicazione del saggio Una felicità su misura, dedicato all’analisi dei tipi umani e dei comportamenti individuali. Negli anni successivi alterna opere narrative, umoristiche e filosofiche, pubblicando Il banchiere Chef (1991), raccolta di racconti, e Paravento per animazione a oblò multipli (1993), romanzo caratterizzato da toni ironici e sperimentali.
La ricerca filosofica diviene progressivamente il centro della sua produzione culturale. Nel 2000 pubblica Al di qua del bene e del male, opera di carattere saggistico e speculativo, mentre nel 2006 dà alle stampe Destino e sistema, studio dedicato al pensiero di Emanuele Severino e Carlo Pelanda, corredato da interviste inedite ai due autori. In questo periodo decide di dedicarsi in modo sempre più stabile all’approfondimento filosofico senza abbandonare la narrativa e la produzione letteraria.
Negli anni più recenti amplia ulteriormente la propria attività pubblicando poesie, racconti, aforismi e opere teatrali. Tra i titoli più significativi figurano L’ultimo dei bresciani, raccolta poetica nella quale convivono riflessione filosofica, ironia e attenzione alla realtà locale, Kaleidos, raccolta di racconti caratterizzata da fantasia e sperimentazione narrativa, La sartoria dei poveri, commedia dai risvolti sociali, e Aforismi e nucleo, opera che raccoglie pensieri e riflessioni maturati nel corso della sua ricerca interiore.
La sua produzione si distingue per l’incontro tra speculazione filosofica, gusto per il paradosso, umorismo e attenzione ai temi dell’esistenza quotidiana. Nelle sue opere convivono infatti il rigore della riflessione teorica, l’interesse per la natura umana e una costante ricerca espressiva alimentata anche dalla passione per la pittura e la musica.