Morte di mia madre

Morte di mia madre

 
Strapparmi il cuoree donartelo,
ma tu non lo vorresti.
Il piantone al cancello
dell’ospedale mi disse
qui non c’è, non risulta.
E invece c’eri, c’era il tuo corpo,
il mio strazio.
E l’infermiere disse:
hanno aperto qualche vena
e il polmone d’acciaio
amplificava gli ultimi battiti,
agghiacciante tamburo di morte.
Dissi che non volevo vederti,
vedere il tuo involucro
senza parole e senz’anima.
Un altro uomo infelice
che aspettava, mi disse:
lei è in ballo e bisogna ballare.
Con la mia morte danzerei,
non con la tua, troppo ti stimavo.
Ma in fondo so che esisti
da qualche parte
del tempo o dello spazio,
e servi boccali di birra
a guerrieri invincibili
in qualche remoto Walahalla.
Oppure sei semplicemente
nella cripta qui sotto,
sotto la lastra di marmo,
più facile da raggiungere.
A presto, madre!